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“Puzze” a Narni, il giallo dell’acido cloridrico. Arpa: è la causa dell’inquinamento. Setras: noi non lo usiamo

La relazione di Arpa: i cattivi odori provocati da questa sostanza. L’azienda: non la utilizziamo per le nostre lavorazioni. Tramini M5S): i cittadini denunciano da mesi, servono soluzioni immediate

Si fa presto a dire acido cloridrico. Da una parte la relazione di Arpa, Agenzia regionale per l’ambiente, che all’esito dei monitoraggi effettuati per individuare le cause dell’inquinamento “odorigeno” di Narni scalo rileva che “la presenza di acido cloridrico (HCl) aerodisperso è compatibile con il tipo di sostanze trattate dall’impianto della ditta Setras Servizi srl e, seppur presente in basse concentrazioni, può giustificare fenomeni di disturbo/irritativi in persone particolarmente sensibili”.
Dall’altra la Setras servizi srl, ossia l’azienda che sarebbe responsabile delle “puzze” e che rispedisce la palla al mittente: “L’azienda ha accertato di non utilizzare acido cloridrico per le proprie lavorazioni, che consistono nella manutenzione dei veicoli e nel lavaggio e bonifica delle cisterne. Inoltre, da dieci anni, non si occupa di lavaggio e bonifica di cisterne che abbiano contenuto questa sostanza. Ciò – scrive Setras in una nota - è riscontrabile attraverso la documentazione presente in sede e sempre a disposizione anche degli organi di controllo”.

In mezzo, il solito vuoto normativo italiano con decine di cittadini che da mesi denunciano senza riuscire a cavare un ragno dal buco. “Servono solo soluzioni immediate per far cessare queste problematiche”, dice Luca Tramini, capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle.

Che nota una ulteriore discrepanza. Perché Arpa nella sua relazione spiega che “agli esiti del monitoraggio (…) si riscontra la presenza in atmosfera di acidi inorganici (HCl) in concomitanza dei fenomeni odorigeni segnalati, sia pure in concentrazioni inferiori ai limiti di esposizione alla popolazione suggeriti dalla letteratura in materia, a cui si fa riferimento data l’assenza di specifica normativa nazionale”.

“Pertanto – dice Tramini - ad oggi vi è assenza di una normativa nazionale che regoli in maniera chiara e stringente questo tipo di emissioni e si può perciò far riferimento solo alla letteratura in materia”.

L’acido cloridrico genera effetti diversi in base alla esposizione. È classificato come un inquinante atmosferico e può essere nocivo per la salute umana. “Ovviamente – prosegue Tramini - tali implicazioni dipendono dal quantitativo immesso nell’atmosfera anche se ad oggi, da quanto riferito dall’Arpa, le ‘concentrazioni anomale di HCl in concomitanza dei fenomeni odorigeni’ sono presenti in basse concentrazioni e ‘non configurano’ fortunatamente problemi tossicologici. Però – prosegue l’esponente a 5 Stelle - tali emissioni possono giustificare fenomeni di disturbo/irritativi in persone particolarmente sensibili, come abbiamo potuto constatare anche noi dalle segnalazioni dei cittadini e da quanti si sono recati al pronto soccorso nelle serate passate per farsi visitare e refertare”.

Insomma, rileva Tramini, “l’assenza di una normativa che regolamenta questo tipo di emissioni non può essere una scusante per non attivarsi o non risolvere questo problema. Noi chiediamo semplicemente il rispetto del territorio e della popolazione narnese e lo chiediamo anche e soprattutto alla Setras, la quale farebbe un importante atto di responsabilizzazione e di buon vicinato investendo risorse importanti ed attivandosi al meglio per far cessare tutto ciò”.

Ora, il problema si veste di giallo. Perché l’Arpa annota la presenza di acido cloridrico, ma Setras dice di non usarne. Anzi. L’azienda “conferma il proprio impegno a ridurre i disagi per la comunità circostante e comunica di aver già adottato gran parte degli accorgimenti richiesti nell’ordinanza del sindaco per limitare l’impatto odorigeno nelle immediate vicinanze dello stabilimento” e dice di rendersi “disponibile a incontrare nuovamente tutti i rappresenti delle istituzioni al fine di chiarire definitivamente la questione”.

Nel frattempo, le puzze restano e la questione da risolvere pure.

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